Scoprire i motori di ricerca con nostro figlio

INTRO: i motori di ricerca sono il primo strumento che utilizziamo in rete, e nella gran parte dei casi i risultati che ci propongono decidono i nostri percorsi e le nostre scoperte nel web. Perché fare una ricerca in rete con tuo figlio è importante?

La casella del Gioco dell’Oca di educaredigitale.it sulla quale ho avuto più richieste di aiuto o chiarimento è quella che dice al giocatore:

Google non funziona, vai indietro di 1 se non conosci altri motori di ricerca!

Nella gran parte dei casi infatti accade che il giocatore, anche adulto, torna sistematicamente indietro perché non conosce altro motore di ricerca se non quello di Google.

In effetti a guardare le statistiche tra i motori di ricerca più famosi il confronto è impietoso, Google attrae l’88% degli utenti seguito da Bing (il motore di ricerca Windows) con oltre (!) il 6%

Non dimentichiamo poi che i motori di ricerca sono integrati anche all’interno delle piattaforme come YouTube, Facebook e:

in tutti i casi si propongono di rispondere alle nostre domande fornendoci il risultato che calza  a pennello per i nostri bisogni.

Ma il “calzare a pennello” dei risultati diventa facilmente un ostacolo alla nostra navigazione intesa anche come scoperta di nuove informazioni o risorse nella rete.

Che c’entra questo con nostro figlio?

I motori di ricerca: opportunità e limiti

Quando è nata la rete internet a molti sembrava di avere finalmente raggiunto l’utopia di rendere disponibile a tutti la conoscenza.

Qualche anno dopo lo stesso inventore della rete Tim Berners-Lee in un articolo accorato spiegava che qualcosa (di quel sogno) si era “rotto”.

Tra i problemi che vedeva emergere c’era quello che:

(…)se noi, utenti del Web, permettiamo che queste e altre tendenze procedano senza controllo, il Web potrebbe essere suddiviso in isole frammentate. Potremmo perdere la libertà di connetterci con qualsiasi sito Web desideriamo.(…)

Tim Berners-Lee pone l’accento sul problema della personalizzazione dei contenuti della rete ovvero l’uso dei nostri dati di navigazione da parte dei motori di ricerca per presentarci contenuti sempre più vicini ai nostri interessi.

Questo avviene attraverso una vera e propria previsione dei nostri interessi basati sulla profilazione, su di un percorso in rete che “calzi a pennello” per noi, appunto.


Uno degli autori che maggiormente si è occupato di questo tema è Parisier che parla del rischio di una rete:

che ci propone universi, paralleli, ma separati (…) con il rischio di restare imprigionati nelle filter bubble (bolle di filtro)

Primi passi in rete con i motori di ricerca perché?

Spesso i genitori mi scrivono chiedendomi da dove iniziare per parlare ed educare alla rete i nostri figli.

Sono convinto che navigare insieme alla ricerca di risorse ed informazioni in rete sia un’ottimo primo passo.

Con una ricerca nel web fatta insieme ed attraverso diversi motori di ricerca possiamo parlare della rete su più livelli:

  1. La potenza della rete come fonte di informazioni di vario genere  articoli/video/ foto;
  2. Le differenze tra i risultati dei motori di ricerca;
  3. L’utilizzo dei motori di ricerca come essenziale per scovare una fake news, come suggerivo in questo articolo;

Alcuni esempi utili di motori di ricerca

Per aiutare i giocatori ancora bloccati sulla casella perché non conoscono motori di ricerca alternativi e facilitarvi una ricerca insieme con vostro figlio ve ne suggerisco alcuni, diversi per efficacia e politica di gestione.

Google

Sono certo che Google non abbia bisogno di presentazioni, vi segnalo alcune attività che Google propone, purtroppo solo in inglese, come sfide di ricerca da proporre a bambini e ragazzi che trovate qui.


Inoltre, per chi non la conoscesse, vi segnalo l’opzione Verbatim presente nella sezione strumenti del noto motore di ricerca (accanto alle opzioni video/notizie/immagini) che nasce con lo scopo di eliminare gli algoritmi di Google, cosicché ogni persona può scegliere in totale autonomia, bloccando temporaneamente le azioni che filtrano i contenuti.

Qwant e Qwant Junior

Ho già parlato a proposito della libertà in rete di Qwant motore francese che non raccoglie i dati personali degli utenti perché vive di pubblicità generiche e non profilate.

In pratica se cercate un frigo su Qwant non sarete poi tempestati di annunci di elettrodomestici.

Non è un motore molto efficiente nei risultati, va detto, ma la sua sezione Qwant Junior è davvero molto curata ed interessante.

Vi suggerisco di scoprirlo in famiglia dato che, come spiegato in un’intervista  l’Amministratore delegato Alberto Chalon:

“Predilige l’aspetto didattico delle parole chiave ricercate, mettendo in primo piano informazioni che arricchiscono il più possibile le conoscenze dei ragazzi”

Duck Duck Go

Un motore di ricerca statunitense nato per la privacy con una serie di progettazioni tecniche per rispettarla fino in fondo a cominciare dalla una navigazione privata e dal blocco dei tracker.

E’ un motore sempre più efficiente e va conosciuto e utilizzato anche per sostenere la sfida contro i giganti come Google.

Un motore a cui presto si potrebbe affiancare anche quello di Brave come ho descritto nel podcast “Idee dalla rete”.

Conclusioni

A volte nel pensare alla rete e ai suoi servizi ci lasciamo sfuggire alcuni dettagli che sono ormai abitudine per la navigazione in rete come i motori di ricerca.

Questo rischia, a volte, di farci perdere di vista come molti dei rischi della rete nascono dalla mancanza di conoscenza e consapevolezza delle basi del suo funzionamento

Raccontatemi dove vi portano le ricerche in rete con vostro figlio.

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