• Idee
  • 23/01/2021
  • Daniele Catozzella
quali sono gli effetti dei social sui bambini

INTRO: Come stanno oggi i bambini, e qual è l’effetto dei social nella loro vita? Ne parlo con la psicoterapeuta dell’età evolutiva Valentina Colucci.

La terribile vicenda di una bambina di 10 anni che, pare per seguire una challenge di Tik Tok, ha perso la vita, al di là della facile retorica sul digitale è uno spunto di riflessione per comprendere cosa sta accadendo nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ne parlo con la dott.ssa Valentina Colucci, psicoterapeuta dell’età evolutiva, che collabora con il centro per l’apprendimento dell’università di Padova e la rete del Palloncino rosso.

Una professionista che ogni giorno lavora con bambini e adolescenti e mi aiuta ad allargare il mio punto di vista socio-educativo con nuovi elementi che ci offrono un quadro psicologico di come i nostri bambini stanno crescendo.

Bambini e social: il podcast

Potete ascoltare il podcast qui o sulle principali piattaforme di podcasting.

Di seguito trovate anche la trascrizione della puntata.

Bambini e social: la trascrizione del podcast

Daniele Catozzella – Ciao a tutti e bentornati ad una nuova puntata del podcast di educaredigitale.it quest’oggi voglio riflettere insieme ad una collega, ad un’amica, intorno ad un fatto di cronaca terribile che è successo in questi giorni collegato a Tik Tok.

Probabilmente in molti avete letto la storia di questa bambina di 10 anni che nel bagno, con il suo smartphone, cercava di partecipare ad una Challenge, ad una sfida proposta dal social purtroppo finita male.

Con la corda di un accappatoio la bambina si è strozzata e purtroppo è morta; una storia terribile che voglio utilizzare come spunto per riflettere un po’ sulla condizione in questo momento dei bambini e dei ragazzi più che rimanere sul singolo caso, che ha poi come sempre una sua storia personale di famiglia che non conosco.

Riflettere in particolare per capire Come stanno i bambini oggi, come stanno i ragazzi  e qual è l’effetto dei social nella loro vita? 

Ho chiesto ad una carissima amica e collega, la dottoressa Valentina Colucci psicoterapeuta dell’età evolutiva che da molti anni osserva l’infanzia e l’adolescenza dal punto privilegiato di psicoterapeuta di riflettere insieme su quella che è la situazione attuale per cercare di capirci qualcosa in più anche e soprattutto come genitori.

Ciao Valentina, benvenuta al podcast di educaredigitale! –

Valentina Colucci – Ciao, Grazie mille –

Daniele Catozzella – Valentina sei stata proprio tu, un paio di giorni fa dopo questa terribile notizia, a contattarmi e a dirmi che senti l’esigenza come mamma e anche soprattutto come professionista di esprimere due parole. Ti chiedo quindi che cosa ne pensi, che effetto ti ha fatto questa notizia rispetto a quello che osservi ogni giorno lavorando con i bambini e i ragazzi? –

Valentina Colucci –  Questa triste notizia, ma come dicevi tu Daniele di notizie ce ne sono tante, ci riporta ad una dimensione che stiamo vivendo, un periodo che porta alla nostra attenzione alcuni elementi che riguardano i vissuti dei nostri bambini e dei nostri adolescenti. Un primo elemento è sicuramente questa profonda solitudine, questo profondo senso di vuoto di angoscia che vivono; è non solo una solitudine, un vuoto dovuto al periodo storico e alla pandemia che tutti stiamo vivendo. 

Nella mia pratica clinica trovo che questa solitudine, questo vuoto, sia proprio una dimensione che li caratterizza in particolare una assenza comunicativa: questi bambini fanno fatica a comunicare i propri vissuti per una serie di motivi e cercano, in qualche modo, di far da sé e di trovare da sé degli strumenti. 

Strumenti per anestetizzare il dolore, per anestetizzare questa solitudine, questo vuoto, per non sentirlo. 

Chiaramente gli strumenti di un bambino, di un adolescente sono suoi e a volte hanno bisogno di una mediazione da parte dell’adulto. 

Questa solitudine, come dicevo, li porta spesso a trovare delle conferme con la messa in atto di comportamenti, di atteggiamenti, che, seppur non condividono totalmente, mettono in atto pur di trovare una conferma sociale, di trovare una propria identità, una propria rappresentazione; questo attraverso anche i numeri perché spesso mi dicono “Valentina Io so che non dovevo fare questo video, non dovevo partecipare a questa sfida sociale ma l’ho fatto pur di avere un numero di visualizzazioni maggiori”.

Ecco questo è quello che sta accadendo ed è un fenomeno diverso da tutto ciò che i nostri maestri, i nostri autori psicologi che hanno scritto tanto nella letteratura scientifica della psicologia evolutiva ci dicono. 

Finora i nostri maestri ci hanno detto che l’identità e la rappresentazione interna del bambino, di ognuno di noi, fonda le proprie radici nella rappresentazione interna delle proprie figure genitoriali, quindi di ciò che i nostri genitori dicono di noi, pensano di noi e così si forma la rappresentazione interna e la propria identità.

Poi questa si amplia attraverso ciò che i nostri educatori, i nostri maestri dicono di noi; io trovo che invece in questo periodo si stia verificando un fenomeno diverso i nostri bambini sono un po’ lontani da questo concetto e sono invece più vicini a questo concetto che ti sto per dire: formano la propria identità la propria rappresentazione interna di sé non tanto dai vissuti genitoriali o dei propri educatori primari ma da terzi ovvero un gruppo, un comportamento un video, uno strumento in generale.

Daniele Catozzella – Ecco quello che tu dici, Valentina, è sicuramente una importante riflessione che mi capita spesso di lanciare ai genitori: cercare di comprendere come i problemi legati non soltanto ai social ma all’intero mondo digitale, non sono esclusivamente o sono soltanto parzialmente relativi alle problematiche tecniche o alla necessità di controllare l’esperienza di mio figlio attraverso un parental control. I problemi sono molto più legati a fare in modo che questa esperienza continui ad essere vissuta con me, genitore, accanto, anche non necessariamente fisicamente, ma interessato.

Se un bambino ha uno smartphone significa che io gli ho dato la possibilità di uscire di casa da solo, sostanzialmente, perché questa è la realtà, di andare in giro per il mondo a vedere esperienze che molto spesso sono più grandi di lui. Volevo chiederti cosa ne pensi, rispetto a quello che tu osservi nei bambini e negli adolescenti, che tipo di consapevolezza i genitori ti riportano di questa situazione, che tipo di, non tanto consigli, ma che tipo di stimolo possiamo dare ai genitori rispetto a queste problematiche?

Valentina Colucci – Ciò che suggerisco spesso ai genitori è quello di evitare di farci la lotta o la guerra con questi strumenti ma di condividerli più possibile con loro.

Come dicevi tu Daniele questo non significa assolutamente avallare delle scelte improprie che il proprio figlio sta facendo ma più entrare con loro con i nostri bambini nel loro mondo virtuale cercare di capirci di più. Essere per lui un modello e questo possiamo farlo solo se ci avviciniamo come adulti a questo mondo per essere una guida in qualche modo.

Perché più facciamo la lotta e più può verificarsi un fenomeno di isolamento e di solitudine comunicativa, di assenza della comunicazione del nostro bambino che lo allontana sempre più da noi come genitori.

Daniele Catozzella – Valentina, insieme abbiamo spesso condiviso la difficoltà anche per noi che siamo genitori, di stimolare questo genere di comportamenti utili all’interno della famiglia rispetto alle esperienze digitali. Penso che, come suggerisci anche tu,  la cosa essenziale sia appunto accompagnare i ragazzi alla loro esperienza digitale ma anche ovviamente, non possiamo non dirlo, evidenziare che se un social (come Tik Tok) può essere utilizzato dai 13 anni ed è in realtà consigliato dai 16 anni noi genitori dobbiamo considerarlo. E’ un po’ come quando si sceglie un film, difficilmente faremo vedere L’Esorcista ad un bambino di 9/10 anni perché riconosciamo che non è adatto a lui.

Valentina ti ringrazio, spero che questa sia soltanto il primo appuntamento insieme perché sono tante le domande che spesso i genitori mi fanno e che hanno la necessità di una prospettiva psicologica che tu puoi darci rispetto a quello che accade nella vita dei ragazzi. Grazie! –

Valentina Colucci – Certo, grazie Daniele –

Daniele Catozzella – Grazie, io saluto la dottoressa Valentina Colucci psicoterapeuta dell’età evolutiva e saluto tutti voi ascoltatori.  Vi ricordo che potete contattarmi su info@educare digitale.it sulle pagine del blog sia quella Facebook sia il canale YouTube Grazie per l’ascolto a presto. Sigla!

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