• Idee
  • 31/12/2020
  • Daniele Catozzella

INTRO: quest’anno indimenticabile ha trasformato in modo definitivo le nostre esperienze con il digitale. E’ andato tutto storto? Tre considerazioni positive sul futuro post pandemia.

Vorrei dimenticare questo 2020 ma so che, paradossalmente, lo ricorderò più di altri anni della mia vita.

Ho visto mia figlia crescere senza spintoni, litigi per giocattoli, abbracci, danze, sport e tanto altro con i suoi amichetti.

Ho osservato, dal mio ufficio di servizio sociale, bambini, ragazzi, anziani, disabili esclusi in modo prepotente da quella stessa comunità nella quale quotidianamente, con i miei colleghi, cerco di includerli per davvero.

Ma, da osservatore del digitale, non posso negare di aver anche notato:

che alcune cose nel mondo connesso stanno cambiando, magari al momento solo in modo impercettibile e acerbo, in meglio.

Scopriamo tre di questi cambiamenti.

1.Scuola e digitale

La scuola si è fatta trovare completamente impreparata a questa emergenza ma il punto più difficile da accettare per noi genitori è che molti dei suoi problemi non sono certo nati con l’emergenza.

Sono convinto, però, che qualcosa stia cambiando:

per la prima volta sembra che non sarà più necessario spiegare ai politici, ai dirigenti e ai docenti l’importanza di dedicarsi alle tante sfide del digitale e iniziare seriamente a pensare ad educare i futuri cittadini digitali.

Penso che questo sia un effetto positivo, per nulla scontato, della pandemia.

La notizia che tanti docenti si stanno formando sul tema dell’educare alla cittadinanza digitale e che stanno avvenendo piccole ed interessanti sperimentazioni nella didattica a distanza può forse dare a noi genitori una piccola speranza che:

bambini e ragazzi possano tornare in aula, in presenza, con una rinnovata attenzione alla loro quotidianità digitale.

C’è anche da registrare una politica che attivamente si sta preoccupando di bambini e ragazzi che non possiedono strumenti tecnologici e che oggi sono esclusi da un percorso di crescita con il digitale.

Certo, c’è molto da fare e servirà del tempo ma l’impressione è che la pandemia possa trasformare, o perlomeno aggiornare, la scuola ai nostri tempi e alle emergenze educative degli studenti, grandi o piccoli che siano.

Mi auguro solo che l’invito del prof. Meo per l’uso del software libero a scuola venga ascoltato.

2.Videogiochi e multiplayer

Tanti genitori mi hanno raccontato come il lockdown abbia accelerato il processo di avvicinamento al mondo del digitale dei loro figli ed in particolare al mondo dei videogiochi connessi.

Il multiplayer nel corso del 2020 ha subito importanti cambiamenti: i concerti e gli spazi, non di gioco ma di incontro, dell’aggiornamento di Fortnite ne sono uno degli esempi più eclatanti. 

Il 2020 ci dà la certezza che i giochi multiplayer sono cortili di gioco e di relazioni per i nostri figli.

Questo significa che non ha senso decidere di non comprare lo smartphone a nostro figlio di 10 anni perché ci sembra pericoloso e poi farlo giocare tranquillamente nel mondo multiplayer.

Sono convinto che anche su questo tema la pandemia possa essere uno stimolo forte per noi genitori a comprendere il mondo dei videogiochi, giocando un po’ insieme con i nostri figli, e a prendere consapevolezza dell’importanza di stabilire regole di senso sul loro uso.

3.Dati e privacy

Il 2020 ci ha regalato anche le prime app di Stato.

Le tante polemiche sulla privacy nate intorno ad Immuni, di cui ho parlato in questo video, ma anche l’effetto dell’avvio nelle ultime settimane dell’app IO (di cui ho parlato in una puntata del podcast), sono figlie di questo travagliato anno.

A me sembra che:

il 2020 ha portato per la prima volta tanti di noi ad una maggiore consapevolezza intorno al tema dei nostri dati personali.

Ed è inoltre importante il percorso legislativo iniziato dall’Europa (scoprilo nel podcast che segue) con il duplice obiettivo di limitare lo strapotere dei big del web e di imporre in rete una tutela maggiore dei dati degli utenti per assicurare la loro libertà in rete.

Conclusioni

Caro genitore, siamo qui alla fine di un anno che ci ha visti superare dei limiti che non ci aspettavamo per i nostri figli, a cominciare dalla didattica a distanza.

Ripartiamo da questo, pur con tutti i problemi ancora irrisolti, ricordando che non è sempre colpa nostra, come ho scritto poco tempo fa.

Buon 2021 a tutti e grazie per il sostegno e l’interesse a questo piccolo progetto e da tutti quelli che hanno voluto sperimentare il gioco dell’oca di Educare Digitale in famiglia, a scuola e non solo.

A presto!

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