• Idee
  • 05/07/2020
  • Daniele Catozzella

Lettera all Ministra software libero

INTRO: Educare Digitale si unisce all’appello del prof. Meo perché la scuola adotti software liberi e smetta di costringere studenti, genitori e docenti a condividere dati con le grandi piattaforme, private. Ecco perché vi invito a sottoscriverla.

In questi mesi di didattica a distanza, nel tentativo di proseguire le lezioni, sono emersi i nodi tecnologici e di metodo mai realmente affrontati dalla scuola.

L’assenza di strategie pregresse, la scarsa importanza data alla formazione dei docenti troppo spesso delegata alla loro volontà di migliorarsi, e la larga assenza di politiche d’Istituto, condivise tra famiglie e scuola, sugli strumenti tecnologici hanno avuto un effetto dirompente.

La corsa a continuare le lezioni ha costretto molti Istituti scolastici ad utilizzare (a delegare) le grandi piattaforme proprietarie come quelle di Google, Microsoft e tante altre.

Lo stesso Ministero sul suo sito ha rilasciato istruzioni invitando le scuole all’utilizzo di queste piattaforme come si può osservare sulla pagina dedicata.

Mentre si parla tanto del plexiglas, delle distanze dei turni di ingresso, pur importanti, sembra già lontano nel dibattito odierno l’urgenza di ripensare gli strumenti tecnologici per la didattica.

Ho sottoscritto la lettera alla Ministra Azzolina del Prof. Angelo Raffaele Meo illustre accademico e informatico italiano, che tra gli altri è stato presidente dell’accademia delle Scienze, e delle associazioni promotrici del software libero che trovate qui.

Ecco perché vi invito a sottoscriverla.

La lettera per il software libero

La lettera inizia ricordando la vicenda della piattaforma di videoconferenza Zoom, fortemente criticata “per carenze di sicurezza e scelte di progettazione inadeguate” (qui una sintesi sul tema).

Una vicenda che ha visto il governo tedesco vietare l’utilizzo di Zoom in Germania mentre, nel nostro Paese, molti Uffici scolastici ne hanno raccomandato l’utilizzo.

Da qui, il prof. Meo, ricorda l’importanza che la pubblica amministrazione ed in particolare la Scuola utilizzi il software libero (di cosa si tratta) in particolare per proteggere i dati di chi li utilizza e non renderli moneta per le piattaforme private.

Per questo, nella lettera, si invita la Ministra ad adoperarsi per promulgare una legge che:

  • Proibisca l’uso di software proprietario nelle applicazioni della P.A;
  • Obblighi ad usare formati di file standard ed aperti;
  • Consenta l’uso di infrastrutture IT in Cloud soltanto se queste sono nel controllo della P.A. (private cloud);

Le ragioni per il software libero

So che può sembrare un argomento troppo tecnico, ma nella sostanza:

si chiede che un servizio pubblico essenziale come la scuola si impegni proteggere i dati dei nostri ragazzi come quelli di docenti e genitori.

Le alternative ci sono, ed in alcuni casi un software libero è anche migliore di quello dei grandi Big del web.

E’ una scelta importante nella quale noi genitori per primi dobbiamo credere perché, come ricorda il prof Meo:

nell’arco di pochi giorni, alcuni tecnici del Politecnico di Torino hanno realizzato, utilizzando una piattaforma libera, l’intero sistema di video lezioni che consente ogni giorno di trasmettere oltre 600 lezioni a 10.000 studenti.

Si può fare!

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Ci sono 2 commenti

  1. Avatar
    Meo Angelo Raffaele

    Firmerei la lettera ma l’ho già firmata.
    Lo scopo di questo mio interventi in questo commento è il seguente:
    RINGRAZIARE MOLTO EDUCARE DIGITALE.

    1. Daniele Catozzella
      Daniele Catozzella

      Grazie a lei professore, speriamo che questo importante appello trovi ascolto. A presto!

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