pericoli tempo davanti agli schermi

INTRO: Il tempo davanti agli schermi danneggia la crescita dei nostri figli? Facciamo chiarezza su una delle maggiori preoccupazioni di noi genitori.

L’avvento del mondo connesso con i suoi dispositivi e i suoi servizi ha moltiplicato gli schermi nelle nostre case e nelle nostre attività quotidiane.

Le giornate, sia di noi genitori che dei nostri figli, sembrano oggi disegnate attorno ad una serie di appuntamenti con lo schermo.

Negli anni ‘80 ci si chiedeva se troppa televisione facesse male ai bambini, oggi ci assale la preoccupazione per tutto il tempo trascorso davanti ad uno schermo dai nostri bambini e ragazzi.

Proviamo allora a capire se esiste una risposta certa, chiara e definita che possa permettere a noi genitori:

di effettuare un calcolo, quasi matematico, del tempo utile e di quello dannoso per nostro figlio davanti agli schermi.

Questo senza dimenticare che questa domanda riguarda tanto i nostri figli quanto noi adulti.

Quanto tempo dovrebbe passare un bambino davanti allo schermo?

Per rispondere a questa domanda partiamo da una semplice considerazione che spesso a noi genitori, allarmati, sfugge:

le attività davanti agli schermi di nostro figlio sono parte del suo benessere quotidiano che si compone, o dovrebbe comporsi, di attività fisica,  sonno regolare, alimentazione, apprendimento e attività di gioco.

La risposta a questa domanda deve partire quindi da noi genitori che conosciamo la quotidianità di nostro figlio e i suoi interessi.

È da qui che prendiamo decisioni per il suo futuro sulla base di quello che crediamo aiuti la sua crescita.

Quello che propongo, nel decidere il tempo che nostro figlio deve passare a guardare video su YouTube o a giocare a Fortnite, ad esempio, è che noi genitori manteniamo il nostro ruolo di protagonisti della vita di nostro figlio.

Nel farlo possiamo essere rassicurati dal fatto che ad oggi le ricerche:

non hanno individuato una diretta correlazione tra il tempo davanti agli schermi e la loro tossicità.

So che questa affermazione sembra strana in un periodo in cui i media rilanciano allarmismi di ogni tipo sulla vita digitale dei nostri figli.

Ma è essenziale per noi genitori renderci conto che non è la quantità di tempo davanti agli schermi il problema ma la sua qualità.

Inoltre, il tempo da trascorrere davanti ad uno schermo per un bambino deve sempre essere proporzionale alle altre attività quotidiane.

C’è differenza tra guardare i cartoni, i video su YouTube e giocare ai videogame?

Le innumerevoli attività davanti allo schermo non sono tutte uguali.

Davanti ad alcuni schermi sono un soggetto passivo che osserva ed elabora solo parzialmente delle informazioni, davanti ad altri schermi sono il protagonista attivo che risolve, riflette, analizza e crea.

La principale differenza tra gli schermi della TV di un tempo e i nuovi schermi del mondo digitale inizia proprio dalle possibilità di partecipazione e di conoscenza che permettono.

Per dare qualità alle attività davanti agli schermi possiamo seguire queste regole:

  1. Informazione: in cosa consiste l’attività che nostro figlio vuole fare? Cerchiamo informazioni in rete;
  2. Connessione: trascorriamo del tempo con nostro figlio davanti allo schermo, cerchiamo di comprendere cosa gli piace fare e perché;
  3. Alternativa: costruiamo delle alternative credibili e interessanti per nostro figlio;
  4. Decisione: stabiliamo le nostre regole, spieghiamole e proponiamo le nostre alternative.

Quali sono gli effetti collaterali del troppo tempo davanti agli schermi

Prima di elencare alcuni aspetti negativi dello schermo ricordiamo che:

ciò che rende positivo ogni minuto davanti agli schermi di nostro figlio è la nostra presenza.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali è importante una premessa se tuo figlio ha meno di due anni:

lascia stare gli schermi, donagli interazioni faccia a faccia, musica e gioco. Non ha bisogno di imparare a scegliere i video su YouTube prima di aver imparato a riconoscere sé stesso davanti ad uno specchio!  

I rischi maggiori, per i più grandi, di un eccessivo tempo trascorso davanti agli schermi, più di 2 ore, sono legati ad un sonno disturbato ed un’alimentazione poco equilibrata.

Diverse ricerche hanno posto l’accento sui rischi di depressione, ansia e  bassa autostima legati all’isolamento dovuto al tempo davanti agli schermi.

Come accennavo prima non esistono però delle prove certe e soprattutto questi:

sono elementi che nascono, in ogni caso, se priviamo nostro figlio di una delle altre attività essenziali per il suo benessere.

La gran parte dei rischi può essere limitata con delle regole ed un’attenzione agli spazi dedicati agli schermi.

Creiamo uno spazio, in un luogo comune come il salotto o la cucina, dedicato alle attività digitali e cerchiamo di tenere al di fuori della stanza da letto di nostro figlio ogni dispositivo almeno fino ai 14 anni. 

Conclusioni

Quello che deve interessarci non è il numero che rappresenta i minuti trascorsi davanti agli schermi ma la qualità di questo tempo.

In questo blog puoi trovare molti strumenti pratici per vivere insieme i videogiochi, anche Fortnite, per saper ricercare informazioni sulle diverse attività della rete o come gestire anche in termini di tempo, Tik Tok e i social.

Non dimenticare inoltre l’utilità di un contratto educativo in famiglia, prova il Generatore di regole per lo smartphone che ho creato con questo obiettivo.

E voi, come regolate il tempo dei vostri ragazzi?

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