Assistenti vocali copertina

INTRO: Come cambia il rapporto della nostra famiglia con il mondo digitale utilizzando gli assistenti vocali in casa? A cosa fare attenzione nell’ introdurli in famiglia… se proprio non possiamo farne a meno.

Gli assistenti vocali nelle nostre case rappresentano oggi l’oggetto e il servizio digitale più vicino al futuro con cui abbiamo a che fare.

Avere la rete a portata di voce significa superare le nostre dita e gli schermi con i quali attualmente ci connettiamo agli innumerevoli servizi della rete.

Un futuro in cui dall’altra parte della rete troviamo ad accoglierci intelligenze artificiali capaci di interagire con noi.

Dei veri e propri robot in grado di comprendere le nostre esigenze e, con il tempo, adattarsi a noi.

Gli assistenti vocali sono a tutti gli effetti i primi esempi di robot domestici: strumenti potenti che meritano l’attenzione di noi genitori.

Quali sono gli effetti della presenza di un’assistente vocale in casa per i nostri figli, come introdurlo nel modo migliore e  quali attenzioni avere?

Scopriamolo insieme.

Cosa sono e a che servono gli assistenti vocali

Gli assistenti vocali sono oggetti connessi alla rete capaci di ascoltare le nostre richieste, elaborarle attraverso complessi sistemi software basati sull’intelligenza artificiale e rispondere o svolgere compiti assegnati.

Gli usi più comuni sono quelli per avviare un brano musicale, conoscere le info in tempo reale del meteo, delle news o del traffico e fissare delle sveglie per ricordare appuntamenti o anche la lista della spesa.

Inoltre, proprio come gli smartphone, si stanno arricchendo sempre più di skill, come vengono definite le app per gli assistenti vocali, che aggiungono servizi e giochi a portata di voce.

Introdurre in casa un’assistente vocale significa entrare in una nuova dimensione del mondo digitale in cui la rete entra nella nostra casa e nella nostra quotidianità in modo diretto e continuo.

L’aspetto che differenzia questi dispositivi da tutti gli altri ad oggi a nostra disposizione e la loro capacità di adattarsi a noi imparando da ciò che gli diciamo e gli chiediamo.

Macchine che possono sembrare, ai più piccoli, umani.

Gli assistenti vocali e la privacy

E’ bene essere molto chiari sul tema della privacy di questi dispositivi.

Quando decidiamo di utilizzare un’assistente vocale stiamo concedendo a qualcun altro l’accesso pieno, costante e attivo  al nostro spazio più privato: la nostra casa.

Anche se questa affermazione può sembrare radicale guardiamo i fatti.

L’ascolto

Gli assistenti vocali si attivano con una o più parole a seconda del modello – Ok    Google, Ehi Siri, Alexa -.

Per far questo gli altoparlanti ascoltano, costantemente, ogni parola che viene pronunciata intorno a loro. 

È stato già dimostrato che spesso vengono registrate le conversazioni anche senza che sia stata pronunciata una parola di attivazione.

Allo stesso modo, anche se non dichiarato nelle privacy policy, da leggere sempre insieme ai nostri figli, vengono ascoltate da persone in carne e ossa.

I produttori si difendono sostenendo che questo serva a migliorare il linguaggio dell’assistente, ma questo é il mio punto di vista,

a voi piace l’idea di qualcuno che ascolti i vostri momenti più intimi?

La registrazione

Gli assistenti vocali registrano e raccolgono ogni dato sul loro utilizzo e sulle conversazioni o gli ordini che teniamo con loro. 

Tutti questi dati vengono inviati ai server dell’azienda e costruiscono un profilo specifico, unico e dettagliato di tutte le nostre abitudini domestiche da utilizzare per scopi commerciali.

In un interessante report CommonSenseMedia ha analizzato i livelli di privacy dei modelli più diffusi di assistenti vocali di cui la gran parte è alquanto vaga sull’utilizzo dei nostri dati.

Privacy e assistenti vocali

fonte: CommonSenseMedia

Se volete saperne di più sui diversi scandali nati intorno agli assistenti vocali e la privacy vi suggerisco gli articoli, sempre dettagliati, del giornalista informatico Paolo Attivissimo: su Alexa,  su Siri o su Google Home.

I bambini e gli assistenti vocali

Gli assistenti vocali, connettendosi alla sterminata enciclopedia del sapere della rete, hanno alcune caratteristiche ben precise che affascinano i più piccoli

  1. Hanno una risposta per ogni domanda;
  2. Sono ai miei ordini in ogni momento;
  3. Sono sempre gentili con me;
  4. Non mi contraddicono mai;
  5. Sono un po’ come amici speciali o persone di famiglia;

Se osserviamo da genitore questa lista ci accorgiamo:

che nulla sembra corrispondere ad un’esperienza che vorrei mio figlio sperimenti, da piccolino, in modo così diretto e costante all’interno del nostro ambiente privato: la casa.

Le statistiche ci dicono che, oggi, molti bambini di due-tre anni hanno, tra i loro compagni di gioco, un’assistente vocale.

Ci sono sicuramente esperienze molto positive per i nostri figli da fare con gli assistenti vocali ma noi genitori dobbiamo vigilare e gestire con attenzione l’interazione tra mio figlio ed un robot.

Chi sei veramente?

La prima questione, che si lega in particolare alla “gentilezza”, al “non essere contradetti” e all’essere ai miei “ordini”, è legata alla difficile e piena comprensione per i bambini di essere di fronte ad una macchina.

Nel 2010 una serie di esperti del campo della tecnologia, delle scienze e delle scienze sociali provarono a pensare a 5 principi etici per chi costruisce e programma dei robot e i l numero quattro dice:

n.4 – I robot sono manufatti fabbricati. Non dovrebbero essere progettati in modo ingannevole per sfruttare gli utenti vulnerabili; invece, la loro natura di macchina dovrebbe essere trasparente.

…una volta che un utente si affeziona a un robot…sebbene sia ammissibile e talvolta desiderabile per un robot a volte dare l’impressione di una vera intelligenza, chiunque possieda o interagisca con un robot dovrebbe essere in grado di scoprire di cosa si tratta realmente e forse quello per cui è stato davvero realizzato. L’intelligenza del robot è artificiale.

Anche se le ricerche sono ancora poche e con numeri molto bassi, come l’interessante studio del MIT del 2017 , la psicologia dello sviluppo ci insegna l’importanza, nella fase di crescita dei bambini più piccoli, dello sviluppo di una capacità reale di interagire con gli altri.

Cosa mi insegni davvero?

La promozione commerciale dei diversi modelli degli assistenti vocali spinge molto sugli aspetti divertenti, didattici e di apprendimento per i bambini.

Questo è sicuramente in parte vero ed esistono molti esempi di skill divertenti ed anche istruttive tra cui, come sempre, vi consiglio di consultare le scelte di Common Sense Media ricordando che potete usare il vostro browser per tradurre la pagina dall’inglese.

Al tempo stesso è però opportuno comprendere, come genitori, che dei diversi modelli “ai miei ordini” e che “non mi contraddice mainon è rappresenta il miglior modo per apprendere.

Per apprendere è essenziale che le due parti che magari stanno giocando insieme siano entrambe attive mentre un’assistente vocale è sempre, appunto, passivo con me.

Si apprende quando giochiamo con un altro bambino o con un adulto che ci contraddice, che ribatte alle nostre parole e che, quando occorre, ci ricorda/insegna ad essere gentili.

Come introdurre in casa gli assistenti vocali

Nell’Infografica ho raccolto alcuni suggerimenti pratici per introdurre e gestire un assistente vocale in casa.

Come genitori dobbiamo essere consapevoli che si tratta di strumenti potenti e invasivi rispetto a tutti gli altri dispositivi che già hanno un posto nella nostra casa e per questo dobbiamo essere protagonisti del loro ingresso e del loro utilizzo con limiti, regole ed esempio.

  1. SPIEGA E REGOLA: Spiega che cos’è e come funziona il dispositivo, stabilisci i limiti, le regole e le modalità con cui ci si rivolge al dispositivo.
  2. IMPOSTA: Cambia da subito nome utente e password di fabbrica, consulta le linee guida per il controllo parentale se possibile o l’attivazione di filtri e modalità bambino.
  3. DISATTIVA L’AUDIO: gestisci quando l’altoparlante è in funzione e disattiva l’audio quando non lo utilizzi.
  4. ASCOLTA LE REGISTRAZIONI: Rivedi periodicamente le conversazioni, in particolare quelle di tuo figlio e, anche se non funziona al 100%, cancellale se non ti occorrono dalla memoria.
  5. AGGIORNA: Tieni sempre aggiornato il dispositivo ovvero in sicurezza, non dimenticare che è a tutti gli effetti una porta di casa tua, non lasciarla aperta!

Gli assistenti vocali in famiglia

Conclusioni

Sono personalmente convinto, come ho detto all’inizio di questo articolo, che gli assistenti vocali rappresentino il futuro e che mia figlia avrà tante macchine con cui confrontarsi quanto sarà più grande.

Questo non mi spaventa e non lo trovo necessariamente negativo.

Al tempo stesso sono convinto che: 

oggi questi strumenti siano troppo potenti e troppo mal gestiti da aziende interessate esclusivamente a cavarci del profitto.

In ogni caso è una delle sfide principali per i crescere i futuri cittadini digitali.

Voi che ne pensate? Ne avete uno in casa e come lo utilizzate?

Raccontatemi le vostre esperienze anche sulla pagina Facebook del blog.

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