l'app che aiuta la ricerca DreamLab

Intro: Gli smartphone sono spesso al centro dell’attenzione per aver stravolto la nostra quotidianità trasformandola in una continua ricerca di uno schermo e delle sue esperienze. DreamLab è un’app che aiuta la ricerca sul cancro e  ci mostra uno dei lati positivi di questi dispositivi da proporre a tutta la famiglia.

 

I nostri smartphone hanno, da tempo, una potenza di calcolo e di memoria, assicurata dai componenti tecnologici al loro interno, che supera di gran lunga quella del computer che ha portato l’Apollo 11 sulla Luna.

La memoria ram dell’apollo 11 non era in grado di memorizzare nemmeno la pagina web di quest’articolo

DreamLab, un’applicazione creata per aiutare la ricerca sul cancro, nasce proprio da questa considerazione ed è stata realizzata dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro (Airc) e dalla Fondazione Vodafone Italia.

Scopriamo di cosa si tratta e perché, già da oggi, dovremmo introdurla nei tanti dispositivi delle nostre famiglie digitali.

L’app che aiuta la ricerca: che cos’è

DreamLab nasce in Australia e da qualche mese è disponibile in Italia gratuitamente sia per i dispositivi Android che per quelli Apple.

L’applicazione si collega ad internet, esclusivamente quando il telefono è in  carica, e riceve dai server dei ricercatori un pacchetto con alcuni calcoli che il nostro smartphone con la sua potenza di calcolo rispedisce al mittente risolti.

È come se tutti i dispositivi collegati attraverso l’applicazione costruiscano un super computer virtuale che affianca i ricercatori nei complessi ed elaborati calcoli necessari per la ricerca.

DreamLab: l’ obiettivo della ricerca

Francesco Ferrari, responsabile a capo del progetto e responsabile del laboratorio di genomica IFOM-Genoma 3d ci spiega che l’applicazione

punta a caratterizzare in modo accurato la struttura tridimensionale del DNA, capire che cosa fanno queste regioni e come loro eventuali mutazioni influiscono sull’insorgenza e la progressione del cancro

Per far questo sono necessari calcoli bioinformatica e statistici molto potenti ed è qui che entra in campo il nostro smartphone con l’applicazione DreamLab

Maggiore sarà il numero di dispositivi che utilizzeranno l’applicazione maggiore sarà la potenza di calcolo a disposizione della ricerca e la velocità di sviluppo dell’obiettivo.

L’app che aiuta la ricerca: come funziona

Una volta scaricata DreamLab, gratuita sugli Store Android o Apple, e avviata l’applicazione è opportuno settare le impostazioni di consumo dei dati.

E’ possibile infatti definire un limite per i dati utilizzati dall’applicazione se si è in connessione dati o mantenere l’uso illimitato nel caso di una connessione wi-fi.

Per i clienti Vodafone l’utilizzo dell’applicazione non comporta consumo di dati,

L’applicazione funziona esclusivamente quando il dispositivo è in carica, alimentato dalla rete elettrica.

All’interno dell’applicazione è possibile scegliere il progetto a cui aderire, oltre a quello italiano sul Genoma in 3d troviamo infatti quello dell’Istituto di Ricerca australiano The Garavan Institute sulla correlazione tra genotipo e fenotipo e ben due dell’Imperial College London sull’utilizzo di farmaci anti-tumore basati sul profilo genetico.

Il momento ideale per avviare l’applicazione è quindi  la notte, il momento in cui generalmente lasciamo in carica i nostri dispositivi.

Avviamo l’applicazione e andiamo a dormire sonni tranquilli.

Nel corso della notte il nostro smartphone collaborerà con i computer dei ricercatori fornendo la sua potenza di calcolo.

Nella mia prima notte di utilizzo dell’applicazione il mio smartphone ha risolto 43 pacchetti di calcolo inviati dai server dei ricercatori come potete vedere nell’immagine che segue.

DreamLabs l'app che aiuta la ricerca

 

DreamLab e la privacy

Il fatto che l’applicazione assicuri un costante scambio di informazioni con i server del progetto di ricerca per svolgere i calcoli che gli vengono inviati non significa che ci sia scambio di dati personali.

Come si può leggere nell’informativa sulla privacy di DreamLab, molto chiara e utile da leggere insieme con i nostri figli:

Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso.

I dati personali sono trattati con strumenti automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.

L’applicazione è riservata ad utenti maggiorenni o a minorenni per i quali è dato esplicito consenso da parte dei genitori.

DreamLab: spunti per la famiglia

L’app che aiuta la ricerca sul cancro è uno splendido esempio delle opportunità dello sviluppo tecnologico e della rete internet

Proporre a tutta la famiglia di utilizzare DreamLab è un modo per parlare dello smartphone in una chiave positiva.

Questo perché, troppo spesso, in particolare noi adulti riduciamo lo smartphone ad un dispositivo da utilizzare per poche applicazioni, messaggistica, social e per fare foto più o meno accattivanti a seconda di quanto abbiamo speso per il telefono.

Ma:

i nostri smartphone hanno una potenza tecnologica che DreamLab ci mette ben in evidenza e che è importante far scoprire e comprendere ai nostri ragazzi.

E’ un modo per affiancare a delle regole per lo smartphone, che chiariscono ai nostri figli come gestire lo smartphone nella quotidianità, suggerimenti,  informazioni e spunti su quanto questi strumenti e le loro componenti tecnologiche possono essere efficaci in molti contesti.

Anche questo è parte della crescita di cittadini digitali capaci di cogliere le potenzialità della rete per il bene comune in questo caso per la lotta ai tumori.

Uniamoci alla ricerca, scarichiamo oggi DreamLab dagli Store Android o Apple!

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A presto

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