• Idee
  • 25/10/2019
  • Daniele Catozzella

4 cose di cui parlare nella famiglia digitale

Intro: In occasione della Maker Faire più di 350 bambini e ragazzi hanno partecipato al workshop Sfida all’ultimo Server. I dati del laboratorio ci offrono spunti utili sul rapporto con la rete internet dei nostri figli e su alcuni argomenti di cui devono trovare spazio di dialogo nella famiglia digitale.

La Maker Faire è stata per Educare Digitale un evento magnifico che ha visto la partecipazione di bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni al workshop e uno straordinario successo per il Gioco dell’oca per cittadini digitali.

Tantissimi genitori  hanno voluto testare il gioco e sono rimasti sorpresi dalla sua meccanica che permetteva, in un tempo rapido, di affrontare tanti argomenti della rete e di confrontarsi insieme ai propri figli sulla vita quotidiana digitale di ciascuno.

Dai tanti confronti con i genitori è emersa l’urgenza nella famiglia digitale di comprendere quali sono gli argomenti più importanti di cui si dovrebbe parlare pensando al rapporto tra la rete e i nostri ragazzi  e come parlarne.

Il laboratorio Sfida all’Ultimo Server,  un gioco di squadra in cui ogni team gestiva e curava un server simbolicamente rappresentato da una scatola, mi ha permesso di raccogliere molti dati sulla vita quotidiana nel digitale di bambini e ragazzi ed ecco allora qualche spunto interessante per genitori e docenti per educare alla cittadinanza digitale e alla libertà in rete.

1 Il server: l’importanza di comprendere il suo ruolo nella rete internet

Il primo dato, forse il più preoccupante, emerso dal confronto con i ragazzi è che nonostante il loro utilizzo di App, videogiochi, social e servizi di chat come WhatsApp solo un piccolo gruppo che si conta sulle dita di una mano era consapevole dell’esistenza e delle reali funzioni della rete dei server web.

Parare in famiglia del Server

Il server rappresenta l’infrastruttura centrale della rete composto da un elemento hardware, una scatola spesso molto simile a quella di un case di un computer e da un elemento software che svolge la funzione di memoria della rete internet.

Il Server è la memoria di internet che non solo raccoglie e memorizza informazioni ma permette che queste siano scambiate con altri server, da lui passa ogni informazione della rete comprese le nostre azioni e nostri dati.

Nel corso del workshop, tranne pochissimi casi quanto le dita di una mano, i bambini e ragazzi non erano in grado di spiegare il funzionamento di un server pur consapevoli di utilizzarlo ad esempio per salvare le partite o giocare in Multiplayer ai loro videogiochi (dei quali posso confermare Fortnite resta il preferito attualmente, se volete capirne di più di questo videogioco guardate il video: Fortnite è un rischio per i bambini- facciamo chiarezza)

E’ evidente che conoscere il Server, dunque un elemento centrale per il funzionamento della rete internet è un argomento essenziale di cui parlare nella famiglia digitale perché da questa consapevolezza nasce anche:

  • il concetto che internet è un’unica rete cui tutti i servizi sono connessi – spesso i nostri ragazzi sono convinti che Youtube, WhatUp, Google, siano Servizi a se stanti e non all’interno della stessa rete globale, internet per l’appunto;
  • L’idea della propria impronta digitale che racchiude tutte le azioni che svolgiamo connessi ad internet e che merita la massima cura ed attenzione esattamente come nel mondo reale stiamo attenti ai nostri comportamenti e li adattiamo ai contesti (vedi anche l’impronta digitale come spiegarla ai bambini);
  • l’importanza di decidere con attenzione quali nostri dati personali vogliamo far viaggiare in rete (vedi anche come insegnare ai figli a proteggere i dati personali);

Se riprendiamo la nostra idea sulla reale distinzione tra reale e virtuale possiamo dire che:

conoscere il Server e il suo funzionamento aiuta a prendere consapevolezza che i nostri dati, la nostra impronta digitale in rete segue percorsi, di server in server, che non possiamo controllare ed in giro per il mondo.

2 Dati in rete: perché nella famiglia digitale bisogna insistere su questo.

Uno dei temi del laboratorio era quello di lavorare sulla consapevolezza dei dati personali, su come distinguerli dai dati pubblici e su come proteggerli.

dati personali parlarne nella famiglia digitale

Giocando i ragazzi hanno potuto osservare, così come accade ogni secondo nella rete internet, che tutti i dati vengono scambiati continuamente tra i server della rete ed è quindi fondamentale dedicare qualche minuto in più ad esempio alla creazione di un’account di un videogioco o ai momenti di condivisione di foto personali.

In modo curioso davanti a dei bigliettini che chiedevano data di nascita e indirizzo di casa, funzionali al gioco, erano molto attenti nel chiedermi dove sarebbero finite quelle informazioni ma dal confronto successivo non appena gli stessi dati gli venivano chiesti nelle impostazioni dell’account di un videogioco la loro attenzione diminuiva.

Il semplice passaggio da un biglietto scritto a dei dati da digitare su una tastiera rendeva la pericolosità intorno ai loro dati minore.

La distinzione tra reale e virtuale rappresenta quindi nella famiglia digitale di oggi il punto principale di cui parlare; confrontiamo con i nostri figli ad esempio con i suggerimenti del video sui 5 proverbi per l’educazione digitale)

Un altro elemento legato ai dati in rete che è tristemente emerso nel corso del workshop riguarda per quanto tempo un dato resta online, ad esempio un foto che decidiamo di condividere

 In troppi ancora, tra bambini e ragazzi di scuola media, danno per certa la possibilità di eliminare una foto postata o scambiata sulle chat, ad esempio.

La famiglia digitale deve impegnarsi perché la parola PER SEMPRE faccia parte del vocabolario in rete dei nostri cittadini digitali.

Anche a rischio di sembrare petulanti dobbiamo confrontarci con i nostri figli e far comprendere che ogni passaggio in un dispositivo connesso, di qualunque forma esso sia, su di un qualunque servizio connesso, videogioco, chat,  app o e-mail, è un’impronta che resta  per sempre e non possiamo controllarla in alcun modo.

Come?

Ad esempio utilizziamo i momenti insieme: ai videogiochi, come suggerisco nell’infografica – giocare insieme ai figli ai videogiochi o  il momento delle nuove domande quotidiane o ancora utilizziamo uno strumento pratico come la cassetta postale digitale che nasce proprio per la famiglia digitale.

Come genitori dobbiamo rompere, noi per primi, quella barriera fatta di nulla che ancora in molti di noi distingue realtà e mondo digitale come ambienti a sé.

3 La password – dedicarsi alla propria sicurezza

Nel corso del laboratorio le diverse squadre si sono cimentate nella costruzione di una password per il loro Server di squadra.

La password come parlarne in famiglia

E’ stato un momento molto divertente che ha catturato i ragazzi e che può tranquillamente essere riproposto a scuola o in famiglia utilizzando il sito passwordmeter

Il sito infatti rappresenta visivamente la sicurezza della password scelta ed aiuta a comprendere quali sono gli elementi che la rendono forte.

Spesso i ragazzi collegano la forza di una password alla sua lunghezza mentre è la presenza di elementi diversi (numeri, lettere e simboli) e la loro disposizione nella parola a renderla davvero complessa.

Per la gran parte di loro e, mi ripeto, parliamo anche di ragazzi di III media approfondire il modo migliore di costruire una password è stato una novità assoluta.

La grafica proposta dal sito permette di svolgere un’interessante esercizio che evidenzia in modo chiaro ai ragazzi come gli elementi per una buona password, se usati correttamente possono renderla forte anche con poco meno di otto caratteri.

Un esercizio, di breve durata, perfetto per la famiglia digitale,  da affrontare magari nel momento della creazione di un account di un videogioco, di una App o al momento dell’arrivo del primo smartphone.

Per chi volesse invece parlare di password con i bambini più piccoli, che ancora non leggono e scrivono bene leggete questo mio articolo per trovare le schede adatte.

Se vi interessa sapere l’elenco delle peggiori password scelte nel mondo date un’occhiata a questo elenco che ogni anno pubblica  Splash Data’s dal secondo posto c’è “password” e al primo ancora “123456”

4 Hacker – comprendere i rischi della rete

Il laboratorio si concludeva con un attacco dell’hacker, un modo divertente per comprendere i rischi, collegati ai nostri dati personali presenti in rete.

L'hacker, una figura "utile" per l'educazione digitale

 

Bambini e ragazzi hanno detto di conoscere gli hacker e sapere che rubano i soldi dal conto corrente e dalla carta di credito. Nessuno di loro ha parlato di altri rischi connessi ai propri dati personali.

Eppure molti genitori con cui mi sono confrontato alla Maker Faire mi hanno parlato di casi di creazione di falsi account come scherzi che si fanno i ragazzi in classe cui spesso si aggiungono anche prese in giro agli insegnanti.

In una famiglia digitale è importante spiegare ai ragazzi che in rete non è solo il denaro in gioco ma l’identità di ciascuno di noi che può essere utilizzata da qualcun altro senza che noi ne siamo consapevoli.

Un modo per parlare di identità digitale ce lo offre un papà che mentre giocava al Gioco dell’oca per cittadini digitali con suo figlio di 10 anni attraverso il suo smartphone gli ha dato  un esempio concreto.

Ha digitato il suo nome su Google e ha mostrato a suo figlio la sua identità digitale online facendogli vedere le informazioni e le foto, legate principalmente al suo lavoro, che apparivano nella ricerca.

Anche questo è modo semplice che noi genitori possiamo utilizzare: partire dalla nostra esperienza in rete provare a dare un senso concreto a parole come identità digitale che sembrano lontane dalla realtà ma invece appartengono a ciascuno di noi.

Curare l’identità digitale è un po’ come scegliere nella realtà il vestito da indossare o i comportamenti da adottare in ogni contesto della vita quotidiana.

Nel ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo al laboratorio e le tantissime famiglie che hanno popolato lo stand di Educare Digitale alla Maker Faire vi invito a visitare la pagina Facebook del blog per vedere come è andata.

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A presto